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Una poesia per il capodanno

  • Posted on:  Domenica, 30 Dicembre 2012 23:31
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Una poesia per il capodanno, di Dietrich Bonhoeffer:

 

Circondato fedelmente e tacitamente da benigne potenze,

meravigliosamente protetto e consolato,

voglio questo giorno vivere con voi,

e con voi entrare nel nuovo anno.

 

Del vecchio, il nostro cuore ancora vuole lamentarsi,

ancora ci opprime il grave peso di brutti giorni,

oh, Signore, done alle nostre anime impaurite

la salvezza alla quale ci hai preparato.

 

E tu ci porgi il duro calice, l’amaro calice

della sofferenza, ripieno fino all’orlo,

e così lo prendiamo, senza tremare,

dalla tua buona, amata mano.

 

E tuttavia ancora ci vuoi donare gioia,

per questo mondo e per lo splendore del tuo sole,

e noi vogliamo allora ricordare ciò che è passato

e così appartiene a te la nostra intera vita.

 

Fa’ ardere oggi le calde e silenziose candele,

che hai portato nella nostra oscurità;

riconducici, se è possibile, ancora insieme.

Noi lo sappiamo, la tua luce arde nella notte.

 

Quando il silenzio profondo scende intorno a noi,

facci udire quel suono pieno

del mondo, che invisibile s’estende intorno a noi,

l’alto canto di lode di tutti i tuoi figli.

 

Da potenze benigne meravigliosamente soccorsi,

attendiamo consolati ogni futuro evento.

Dio è con noi alla sera e al mattino,

e senza fallo, in ogni nuovo giorno.

 

Poesia di Dietrich Bonhoeffer, pastore luterano e teologo, nato nel 1906, imprigionato dai nazisti  perché aveva partecipato a un complotto contro Hitler. Questa poesia fu scritta in prigione, per il capodanno del 1945, l’anno della sua morte. Fu impiccato il 9 aprile del 1945.

Letto 37781 volte Ultima modifica il Domenica, 03 Febbraio 2013 20:51
Istituto

Istituto diocesano di musica e liturgia

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